La mia casa è dove sono felice. Via Ungaretti 25, Trieste, Italia

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Titolo del libro: 
Una recensione di: 
Francesca Chiarla
Data della recensione: 
18/06/2007

L'italiano non è la lingua madre di Laila Wadia, nata a Bombay nel 1966 e da 20 anni a Trieste, ma non ho dubbi nell'affermare che l'italiano, adottato nel testo come strumento di comunicazione e comprensione, è il vero protagonista del suo romanzo "Amiche per la pelle", pubblicato recentemente da E/O.
La cornice che fa da sfondo alle vicende tanto ironiche quanto reali di quattro famiglie straniere arrivate a Trieste da paesi differenti e per ragioni differenti è la palazzina fatiscente di Via Ungaretti 25 in cui i ricordi della guerra nella vicina ex-Jugoslavia si mescolano ai profumi delle spezie indiane e storie albanesi vengono a contatto con l'immigrazione illegale cinese, ricreando, così, un microcosmo multi-culturale in costante equilibrio fra integrazione ed esclusione.
Sono, però, le lezioni di italiano che le quattro "capofamiglia" decidono di frequentare che mettono in mostra le caratteristiche più intime, genuine e a volte anche strazianti di quattro culture differenti che comunicano fra loro in una lingua adottiva. I riferimenti linguistici sono la chiave per comprendere la personalità e la storia di ognuna; mentre per Marinka, bosniaca, reduce dagli orrori della guerra, l'unico tempo coniugabile è il futuro, per Lule, enigmatica albanese che si vergogna della sua posizione impostale dalla società italiana, il congiuntivo è il tempo verbale che più le si addice e se per la cinese Meigui, conosciuta come Bocciolo di Rosa, parlare del passato significa iniziare a pronunciare una serie di parole contenenti la lettera "r", per Shanti, un'indiana dolce ed accondiscendente, coniugare i verbi italiani significa solo navigare in un mare di ricordi felici fatti di profumi e di colori che sanno di casa.
A dimostrare che la lingua non è solo veicolo di un'espressione verbale, bensì di un modo d'essere e di sentirsi, la forte preoccupazione dovuta alla notizia di un imminente sfratto fa riemergere errori grammaticali e difetti di pronuncia, quasi a sottolineare la fragilità che caratterizza i rapporti d'integrazione fra realtà differenti.
Tra le tante difficoltà quotidiane e la lotta alla sopravvivenza che caratterizzano l'esistenza di tanti cittadini stranieri che vivono nelle nostre città e che la scrittrice qui descrive con realistica ironia, si intravede una luce di speranza rappresentata da quella nuova generazione di bambini che sono il prodotto ibrido del qua e là, del prima e dopo che si potranno sentire a casa solo nel luogo in cui si sentiranno davvero felici.
Sarebbe bello pensare che, un giorno, quel luogo possa essere la "nostra"Italia.

Laila Wadia,
Amiche per la pelle, Editore: E/O, 2007, Pagine: 160, Euro 14,00. ISBN: 978-88-7641-775-7