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Un fiore di ciliegio, leggero e innocente, caduto su un vecchio scatolone impolverato, può scatenare l’inferno. Sei caratteri maldestri su un telo ruvido, e la Kolvma, seppellita con cura nella memoria di Aljosha, riprende vita dal nulla, in un viaggio a ritroso sul filo di Arianna dei ricordi, una discesa nelle oscurità più impensate della società e della propria anima. Dal ripostiglio di un piccolo appartamento moscovita alla baracca n. 37, quella dei detenuti politici, la cui soglia e un punto di non ritorno, dove si entra per restare, fino a che anime e corpi non diventano parte delle gelide distese siberiane. Otto lunghi anni da dimenticare a ogni costo. Ma <<il passato non è mai passato>> e <<ti raggiunge e ti cammina a fianco, come un parente che ignori o una donna che non ami più>>. - Dalla quarta di pagina -
