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Quando ho chiuso il libro di Abdelmalek Smari, sono rimasto con una profonda tristezza e anche un po' di disillusione. Forse speravo una "Happy-end" per rassicurare il bambino che dorme in ognuno di noi e che crede ancora nelle fate e nel lieto fine che, almeno nelle fiabe e nei film americani, è sempre la ricompensa dei bravi ragazzi come lo è stato Karim in questo romanzo. Ma il libro di Abdelmalek Smari non è una fiaba, è un romanzo realista e triste, molto triste, che non lascia spazio alla speranza. (...) Fiamme in paradiso è un concentrato di realtà. Delle realtà che Abdelmalek Smari e gli altri immigrati dell'Algeria, del Nordafrica e del resto dei paesi del terzo mondo, hanno visto e vissuto e vivono ancora.
-dalla recensione su Letterranza-
